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#SUPERBONUS, NEL CENTRODESTRA ORGIA DI CONTRADDIZIONI
Ormai è talmente imponente la girandola di dichiarazioni sul Superbonus del Centrodestra che è difficile stare dietro a tutti. Un paio di giorni fa Foti di Fdi in tv è riuscito a dire che nessuno nel governo ha mai parlato di “buco di bilancio”.
Forse vive su Plutone: basta prendere una conferenza stampa a caso di Meloni o Giorgetti per rinvenire la narrazione del disastro contabile.
Lo stesso ministro dell’Economia, ieri ha paragonato l’agevolazione a Chernobyl, bollandola come radioattiva.
Premesso che, se così fosse, inizierei a preoccuparmi per la salute dei tanti che nel Centrodestra ne hanno usufruito, poche ore dopo su una trasmissione Rai il Superbonus veniva addirittura spacciato come misura identitaria di Forza Italia.
Siamo ormai di fronte a una palese orgia di contraddizioni.
Tutto questo mentre nelle ore topiche della legge di Bilancio, mezza maggioranza spinge in modo forsennato per prolungare il Superbonus. I cui numeri parlano chiaro: siamo a circa 2 milioni di unità immobiliari efficientate, con un risparmio energetico supera i 9 mila gigawattora.
Al di là di questo, il duo Meloni-Giorgetti continua legittimamente a criticare la misura, senza però che arrivi anche solo mezza proposta da entrambi su come stimolare nel concreto l’economia. Il cui Pil, come ci ha detto oggi Confindustria, è ormai più fermo del treno di Lollobrigida.
Se il Superbonus 110% è il male assoluto, questo governo che pensa di fare per dare una mano alle nostre attività produttive? Su questo punto, finora, silenzio tombale. E basta sbirciare il testo della manovra per capire perché.