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La serie di panzane sul superbonus che pure oggi Fratelli d’Italia sprigiona nell’aria sa di commediola che non fa ridere. Ed è l’abusato escamotage di distrazione per non far vedere agli italiani gli sconquassi che il “non operato” del governo sta producendo in materia economica.
Ai cabarettisti mancati del partito di Giorgio Meloni riproviamo a spiegare una cosa. La premier sta adottando da un anno e mezzo la strategia dell’opossum, ma non è rimanendo immobili fingendosi morti che la nostra economia sarà destinata a crescere. Il Superbonus 110% ha contribuito in un biennio a quel +12% di crescita del Pil che ormai è confinata all’album dei ricordi, visto che per il 2024 tutte le stime non danno l’Italia più in alto di un miserrimo +0,6%.
Fare a meno di misure come il 110% poteva essere anche legittimo, ma il guaio è che non è arrivata – né da Fdi né dai suoi sodali – alcuna proposta alternativa.
E l’#edilizia, dopo un triennio più che baldanzoso, ora è di nuovo ferma. Le ricette fatali di Meloni le abbiamo viste, messe a terra perlopiù dal suo ministro Adolfo Urso: produzione industriale a picco da undici mesi, previsioni di crescita nulle, commercio in frantumi con migliaia di esercizi che chiudono, comparti industriali in stato di totale abbandono – automotive e siderurgia in primis – e infine, ciliegina sulla torta, prezzi nei supermercati sempre alle stelle dopo il fiasco conclamato del “carrello tricolore”, baggianata con pochi precedenti.
Ecco, il partito che ha generato l’uragano devastatore “Urso” dovrebbe essere più cauto nel commentare il pregresso. Fdi ormai dà la colpa di tutto al Superbonus. Però giochino è stantio: Meloni è sulla plancia di comando da 18 mesi, e finora per dare linfa al nostro Pil ha prodotto solo un terrificante vuoto cosmico. Questa è la verità.