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Il testo rinnovato del codice della strada voluto da Salvini è un centrifugato di furbizia e pericolosità.
Come nell’irresponsabile opposizione alle zone 30, il governo Meloni sta mettendo in piedi una riforma che garantisce tutto fuorché la sicurezza stradale, visto che nell’impostazione del provvedimento la lotta contro le andature troppo elevate non viene nemmeno contemplata.
Così come l’intermodalità. I dispositivi elettronici per il controllo della velocità vengono percepiti soltanto come armi in mano ai sindaci per raggranellare soldi.
L’unico contrasto lo si fa a pedoni, ciclisti e possessori di monopattini, considerati da Salvini degli intrusi sulle nostre strade.
Lo sgangherato testo del governo è un accrocco informe volto soltanto ad acchiappare facile consenso negazionista, ma il dato dei 600 feriti al giorno sulle strade italiane, senza contare quello dei morti, è preoccupante.
Per Salvini però va tutto bene, come sempre