Pavanelli (M5s): “Sanità umbra in tilt a causa di mancato tracciamento” “Negli ospedali umbri la situazione è gravissima. Le strutture sanitarie da giorni sono in affanno con oltre 500 ricoveri a causa del Covid e una carenza di medici e personale sanitario, che denota una mancata programmazione nei mesi precedenti, nonostante le roboanti dichiarazioni della presidente Tesei e dell'assessore (chiamato dal Veneto) alla sanità Coletto. La conseguenza di tali ritardi e inazioni è che in Umbria le strutture sanitarie sono giunte praticamente al collasso, probabilmente anche a causa di un mancato efficiente tracciamento dei contagiati dal virus e sue varianti, come ad esempio ha messo in evidenza la mancata attuazione del protocollo tra Comuni del Trasimeno e Regione; protocollo in cui i Comuni offrivano personale e mezzi per un più efficace "contact tracing", ma la Regione non ha attivato tale collaborazione, che sarebbe stata molto utile, vista la situazione attuale. Situazione che ha portato l'Umbria ad avere l'indice RT più alto d'Italia con l'inevitabile ricorso alla zona rossa in tutta la provincia di Perugia oltre a 6 comuni nel Ternano. E pensare che l'Umbria neanche un mese fa era tra le regioni meno colpite, tanto che la presidente Tesei si vantata pubblicamente ascrivendo a sé il successo. Ma gli accadimenti, non le chiacchiere, dimostrano una mala gestione dell’emergenza sanitaria portata avanti soprattutto con tagli di nastro e conferenze stampa anziché tramite fatti concreti e mirati al benessere degli umbri”. Così in una nota la senatrice umbra Emma Pavanelli (M5s).

Sanità umbra in tilt a causa di mancato tracciamento

Negli ospedali umbri la situazione è gravissima. Le strutture sanitarie da giorni sono in affanno con oltre 500 ricoveri a causa del Covid e una carenza di medici e personale sanitario, che denota una mancata programmazione nei mesi precedenti, nonostante le roboanti dichiarazioni della presidente Tesei e dell’assessore (chiamato dal Veneto) alla sanità Coletto.

La conseguenza di tali ritardi e inazioni è che in Umbria le strutture sanitarie sono giunte praticamente al collasso, probabilmente anche a causa di un mancato efficiente tracciamento dei contagiati dal virus e sue varianti, come ad esempio ha messo in evidenza la mancata attuazione del protocollo tra Comuni del Trasimeno e Regione; protocollo in cui i Comuni offrivano personale e mezzi per un più efficace “contact tracing”, ma la Regione non ha attivato tale collaborazione, che sarebbe stata molto utile, vista la situazione attuale.

Situazione che ha portato l’Umbria ad avere l’indice RT più alto d’Italia con l’inevitabile ricorso alla zona rossa in tutta la provincia di Perugia oltre a 6 comuni nel Ternano.

E pensare che l’Umbria neanche un mese fa era tra le regioni meno colpite, tanto che la presidente Tesei si vantata pubblicamente ascrivendo a sé il successo.

Ma gli accadimenti, non le chiacchiere, dimostrano una mala gestione dell’emergenza sanitaria portata avanti soprattutto con tagli di nastro e conferenze stampa anziché tramite fatti concreti e mirati al benessere degli umbri.