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Quando si tratta di annunci gli esponenti di questo governo sono sempre pronti, ma è nella difficoltà del tradurli in fatti che sono imbattibili. Un esercizio frequente a cui non si sottrae neanche il ministro Fratin.
Come riporta oggi il Fatto Quotidiano, il suo ministero ha in sospeso almeno 58 provvedimenti, molti dei quali relativi al settore energetico e delle rinnovabili. Tra gli esempi, l’8 febbraio è scaduto il termine previsto dall’ultimo Dl Energia per l’adozione delle regole che servono a far sviluppare impianti da fonte rinnovabile alle imprese energivore.
E ancora, manca il decreto che deve definire modalità e criteri per la ripartizione delle risorse del Fondo per la decarbonizzazione e per la riconversione verde delle raffinerie, il cui termine è scaduto il 31 marzo scorso. Ci chiediamo che fine abbia fatto la necessità di “fare di più” tanto invocata dal ministro, forse è finita tra le tante parole di questi mesi. Il vero problema che ancora è poco chiaro al centrodestra è che senza i fatti non si va da nessuna parte.
I target del 2030 previsti dall’Unione europea sono ancora lontani e di questo passo continueranno a esserlo se non si imprime un’accelerazione su temi strategici. Settori strategici su cui chiediamo da tempo la massima attenzione ma come al solito questo governo dimostra ancora di seguire una logica opposta rispetto a quella che si dovrebbe seguire.