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In una stagione in cui il governo prefigura scenari di privatizzazione per larga parte delle aziende di Stato, troviamo alquanto sinistre le voci circolate in questi giorni sull’imminente cessione a Cdp di quote azionarie di Poste Italiane oggi in capo al Mef.
Poste ha chiuso i primi nove mesi del 2023 ancora in crescita, con un +6,8% di ricavi e un +5,8% di utili. Numeri significativi, che non dovrebbero lasciar pensare a un cambio di assetto societario.
La cessione di quote azionarie determinerebbe un mutamento dell’azionista di maggioranza nell’ottica di un’ulteriore fase di privatizzazione dell’azienda Poste Italiane.
Soprattutto, si potrebbero avere conseguenze negative per quanto riguarda l’operatività dell’azienda e dei rischi concreti sui livelli occupazionali. Il M5s ha presentato un’interrogazione al ministro Giorgetti, che ha il dovere di chiarire. Su questa vicenda, ma più in generale su quale sia il disegno dell’esecutivo Meloni sulle grandi partecipate dello Stato.
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 i deputati M5s Emma Pavanelli e Emiliano Fenu , capigruppo M5s rispettivamente nelle commissioni Attività Produttive e Finanze
MoVimento 5 Stelle Giuseppe Conte