Pavanelli (M5S): “Biossido di titanio sospetto cancerogeno, la Francia lo vieta. L’Italia ne segua l’esempio”

Ho inviato al ministro della Salute un’interrogazione in materia di utilizzo del biossido di titanio quale additivo molto usato nei prodotti alimentari, nei prodotti cosmetici e nei pigmenti, come le vernici”.

Lo ha detto la portavoce in Senato del M5S Emma Pavanelli, membro della commissione Ambiente e territorio.

La Francia, applicando il principio di precauzione europeo per cui prodotti e sostanze che non si dimostrino sicuri non sono ammessi sul mercato dal 2020, ha sospeso la commercializzazione di generi alimentari contenti biossido di titanio.

Il biossido di titanio (E171) è un additivo utilizzato in molti prodotti come merendine, snack ma anche prodotti cosmetici perché dona un colore bianco brillante e per le proprietà opacizzanti. Negli ultimi anni, alcuni studi internazionali hanno evidenziato effetti nocivi, in particolare cancerogeni, che potrebbero essere causati dall’inalazione delle nanoparticelle di biossido di titanio.

Su richiesta dei ministeri dell’Economia, della Salute, dell’Agricoltura e dell’Ambiente, l’agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione (Anses) ha suggerito di sospendere per un anno la commercializzazione di prodotti contenenti E171 in attesa di valutazioni che dimostrino che la sostanza non sia dannosa.

In Italia gli impianti che producono E171 sono classificati “impianti insalubri di prima classe” e dunque necessitano di particolari accorgimenti, perché potenzialmente pericolosi per la salute dei suoi lavoratori e per la popolazione che vive nelle vicinanze. Se anche il nostro Paese seguisse l’esempio della Francia, adottando il principio di precauzione europeo per cui prodotti e sostanze che non si dimostrino sicuri non sono ammessi sul mercato in attesa di nuove valutazioni, si avrebbero due risvolti positivi: mettere in circolazione negli alimenti meno agenti potenzialmente cancerogeni e la progressiva diminuzione sul territorio di impianti classificati “insalubri” che si potrebbero evolvere in nuove produzioni”.

Ecco perché – conclude la senatrice – ho depositato una interrogazione al Ministro della Salute per richiedere la sospensione della commercializzazione dei prodotti contenenti biossido di titanio in attesa di nuove valutazioni in base a studi approfonditi ed aggiornati sul suo reale rischio di cancerogenicità per l’uomo”.