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Da una parte c’è l’urgenza di mettere in campo misure indispensabili per realizzare la transizione ecologica ed energetica di cui ha bisogno il nostro Paese, dall’altra c’è il ministro Pichetto Fratin e il suo governo che remano nella direzione opposta.
A dimostrarlo anche le parole di oggi in cui il titolare del Mase afferma che il nucleare è la strada da seguire se si vuole garantire la sicurezza del sistema energetico e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. In pratica, di fronte a una prateria di soluzioni immediate il ministro sceglie di chiudere gli occhi e girarsi dall’altra parte.
D’altronde il suo esecutivo lo ha dimostrato anche con i recenti provvedimenti in cui ha spianato la strada alle fossili, agli inceneritori, ai rigassificatori e anche alle trivellazioni. Ci chiediamo quindi con che coraggio si possa parlare di futuro, quando le scelte messe in campo fino a ora rappresentano un passo indietro di decenni.
Invece di parlare di nucleare, che di certo non rappresenta a ora una soluzione immediata, il governo farebbe bene a investire sulle energie rinnovabili. Queste sì che rappresentano la direzione da seguire, subito. Una strada che può portare una grande opportunità di sviluppo, maggiore occupazione, tutela dell’ambiente e un risparmio per i cittadini in bolletta.
Invece di continuare a voltarsi dall’altra parte, sarebbe meglio che il ministro aprisse gli occhi, una volta per tutte.