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Nucleare, destra fa televendite, mai che ci parli di rinnovabili
L’indagine spinta dai partiti di Destracentro sul nucleare alla Camera ricorda un po’ quelle televendite dove, a una modica cifra, ti propongono materassi, poltrone e batterie di pentole in acciaio Inox.
Tutto bello, salvo poi accorgersi che sotto c’è quasi sempre una fregatura. Nel caso del nucleare, la Destra dimentica che la cifra è tutt’altro che modica, e che la “merce” potrebbe arrivare 10-12 anni dopo la spesa, perché all’Italia servirebbero tra i 10 e i 15 reattori nucleari, per costi ad oggi non quantificabili. Già, perché per una centrale nucleare i costi minimi sono superiori al miliardo di euro, quindi per i desiderata dei vari Meloni, Salvini e Pichetto Fratin servirebbe subito una bella valanga di denaro che non abbiamo. Mentre paesi come la Germania archiviano il nucleare come opzione per abbattere i costi energetici, da noi va avanti questa pessima prosopopea.
Senza considerare che il nucleare di quarta generazione, ad oggi, è un po’ come una bicicletta volante: pura fantasia. E quello che abbiamo oggi è un nucleare inquinante e non sicuro. Mai una volta che un solo esponente del Centrodestra parli di rinnovabili, indicandole come il futuro energetico dell’Italia, paese non secondo a nessun’altro per vento, sole e corsi d’acqua.
Al solito le ricette di questo governo lasciano il tempo che trovano.