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I dati Istat non lasciano tanto spazio a interpretazioni: la produzione industriale a novembre è diminuita dell’1,5% su base mensile e del 3,1% su base annua.
Se mettiamo in fila i segni “meno”, si tratta del decimo calo mensile consecutivo. Sono numeri che sfatano definitivamente la narrazione entusiastica fatta dalla Meloni nella sua conferenza stampa del 4 gennaio.
Il quadro non è destinato a migliorare, perché nella legge di Bilancio approvata due settimane fa non c’è traccia di un segnale di spinta per il nostro tessuto produttivo.
Purtroppo siamo al cospetto di un governo che sul fronte industriale non solo non ha alcuna visione, ma ormai appare rinunciatario anche a tentare di fornirne una.
Le parole odierne di #Urso sull’ex Ilva sono l’ennesima prova lampante. Meloni e la sua squadra si ostinano ad ostacolare la transizione energetica, che di fatto rende sempre meno competitive le nostre imprese.
Senza dimenticare che hanno cincischiato per mesi anche sulle agevolazioni di Transizione 4.0, vitali per gli investimenti industriali.
L’unica ossessione del governo sembra quella di difendere il corporativismo dei balneari. Con questo approccio, la crescita economica per il 2024 è e rimarrà un miraggio.
Così in una nota i deputati M5s in comm. Attività Produttive Emma Pavanelli Chiara Appendino Alessandra Todde e Enrico Cappelletti