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Il colossale disastro di Giorgia Meloni, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso e di tutta l’improvvisata compagine governativa è servito.
L’Istat ha appena certificato che nel 2023 la produzione industriale ha fatto segnare un -2,5% rispetto all’anno precedente. Di più, perché come dimostrano le serie storiche diffuse dallo stesso istituto di statistica, dietro questo fallimento di politica economica e industriale ci sono ben 11 mesi di calo consecutivo della produzione industriale nel 2023 su base tendenziale.
Non si può più tergiversare su questo andamento infernale, che sta facendo sprofondare la nostra industria. I membri del Governo dovrebbero trarne le conseguenze.
Così come Giorgia Meloni dovrebbe trarre le conseguenze di un altro dato economico drammatico diffuso sempre oggi dalla Banca d’Italia, e cioè che a dicembre 2023 i prestiti bancari al settore privato hanno fatto registrare un -2,8% annuo, seguendo a un -3,2% già fatto segnare a novembre. E pensare che la premier, per annacquare la squallida marcia indietro sulla tassa sugli extraprofitti bancari, aveva detto che lasciando più soldi in pancia alle banche i prestiti al tessuto sociale ed economico sarebbero aumentati.
Eh sì, si è proprio visto.
Infine un’osservazione anche sul patetico trionfalismo con cui la Meloni ieri sera, sui suoi profili social, ha avuto il coraggio di festeggiare la stima Ocse di un +1,4% di aumento del reddito reale delle famiglie nel terzo trimestre 2023 rispetto al trimestre precedente.
Dato purtroppo non significativo, in quanto congiunturale, con la premier che infatti si è guardata bene dal dire che nei primi tre trimestri del 2023 in realtà il reddito reale delle famiglie ha fatto segnare un bel -1,2% rispetto allo stesso periodo del 2022, come emerge dai conti trimestrali dell’Istat. Insomma, al di là di un timido miglioramento congiunturale, la famiglie italiane stanno oggettivamente peggio rispetto all’anno scorso.
Il tempo è galantuomo e piano piano tutti i disastri economici del Governo stanno venendo a galla.