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La produzione industriale in Italia è in picchiata da 12 mesi: quel -2,4% su base annua chiude il cerchio di un anno di ribassi.
La seconda manifattura d’Europa annaspa un po’ su tutto: beni di consumo, beni strumentali, legno, carta, prodotti farmaceutici e tanti altri piccoli segmenti si trovano in grave difficoltà. Solo gruppi bancari e colossi energetici fanno segnare numeri da capogiro.
Meloni negli ultimi giorni, in Parlamento, ha raccontato un paese che non esiste. Non è vero che il potere d’acquisto delle famiglie è in aumento, non è vero che la nostra economia va a gonfie vele e soprattutto c’è un problema grande come una casa sulle attività produttive, aggravate da scelte scriteriate sui carburanti, sugli aiuti energetici e sull’impulso ai consumi, con il flop colossale del “carrello tricolore”.
Meloni in 18 mesi non ha prodotto una misura che è una per la crescita, e il mondo dell’industria aspetta ormai da un anno e tre mesi il piano “Transizione 5.0” come Godot. Non si può sistematicamente far ricorso alle favole come Giorgia Meloni ha fatto in questi due giorni.
Gli italiani sono stanchi di questa narrazione romanzata.