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Sarebbe inaccettabile ignorare anche alle prossime elezioni europee milioni di cittadini fuori sede, per la maggior parte lavoratori e studenti, costringendoli ancora una volta a scegliere se fare ritorno nel proprio comune di residenza, affrontando i costi del viaggio, oppure se rinunciare al diritto e dovere di voto.
Nei mesi scorsi, incomprensibilmente, la maggioranza ha scelto di legiferare con una legge delega, svuotando le proposte delle opposizioni, tra le quali quella a mia prima firma che prevedeva un procedimento semplice e sicuro, senza alcuna spesa aggiuntiva, per votare anche nel comune in cui il cittadino si trovi temporaneamente stabilito.
Ma arrivati a questo punto, la maggioranza al Senato ha il dovere di procedere speditamente per l’approvazione definitiva della legge delega. Dopo si vada avanti con altrettanta celerità con i decreti legislativi, in modo da garantire per la prima volta il voto a distanza alle europee di giugno.
Non è accettabile che si continui a sbattere la porta in faccia a milioni di cittadini astenuti involontariamente, in una fase tanto critica per la partecipazione democratica.