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DL Energia, persino destra vuole riscriverlo, intanto le bollette aumentano
Alla Camera al decreto Energia sono stati presentati oltre 800 emendamenti: il dato significativo è che essi sono equamente ripartiti tra maggioranza e opposizione.
A riprova che pure i partiti che sostengono Meloni ritengono il provvedimento prodotto dal ministro Fratin completamente inadeguato politicamente, al pari di tutti i soggetti venuti in audizione.
Della grandinata di decreti Energia prodotti dal governo da inizio legislatura, nessuno di essi è stato sin qui risolutivo – aggiungono – Il risultato è presto detto: con la fine dello sconto sull’Iva, le bollette del gas a gennaio sono date di nuovo in aumento, nonostante a livello internazionale il prezzo del gas stia sensibilmente calando.
E in tema di mercato tutelato, oggi partono le aste nel caos più totale: meno male che Arera ha provveduto a prorogarlo per qualche mese, cosa che Meloni e Fratin non hanno avuto il coraggio di fare. Per il resto, il dl Energia nel suo complesso è indigeribile e da riscrivere da cima a piedi.
In primis perché non c’è una misura che aiuti nel concreto imprese e famiglie. Si strizza poi ancora l’occhio alle trivelle, si pasticcia all’inverosimile sugli stoccaggi di CO2, si lascia a bagnomaria il discorso dello smaltimento delle scorie nucleari e infine, aspetto più grottesco, si tassano le rinnovabili per finanziare la decarbonizzazione.
Che è un po’ come tassare l’acqua minerale per finanziare un programma contro il consumo di alcolici. E’ tutto esageratamente grottesco.