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Che il decreto Carburanti sia nato sotto una cattiva stella lo abbiamo detto e ridetto più volte. Un provvedimento nato come strumento di distrazione di massa rispetto alla sequela ignobile di accuse di speculazione dei ministri nei confronti dei gestori delle pompe di benzina. Obblighi e imposizioni che hanno messo sul piede di guerra l’intera categoria, e soprattutto non hanno scalfito per nulla l’impennata delle tariffe di diesel e benzina.
Ora nell’iter parlamentare abbiamo teso la mano al governo con proposte concrete e volte a produrre risultati su queste oscillazioni dei prezzi.
Personalmente ho voluto declinare alcune proposte anche sugli incentivi a consumare meno, come nel caso del bonus per l’acquisto di pneumatici di classe A e B. Un contributo di 200 euro per aiutare gli italiani a passare a gomme più performanti, in grado di incidere positivamente sui consumi.
Purtroppo il governo ha deciso di respingerlo, a dimostrazione che quando c’è da mettere in campo il buon senso, la squadra di giorni Meloni schiera solo difensori strenui dell’austerità.
Come M5s comunque andremo avanti con coraggio per cercare di rendere questo decreto un po’ meno di impalpabile.