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Nonostante i sempre più numerosi e autorevoli pareri contrari, l’autonomia differenziata continua a rappresentare una priorità del Governo Meloni, che nelle ultime settimane ha addirittura deciso di accelerare l’iter di approvazione di questa scellerata riforma.
Abbiamo come la sensazione che i Ministri sui quali peserà il processo di riorganizzazione causato dalla nuova articolazione delle competenze legislative e amministrative, non abbiano ben compreso le gravi conseguenze che potrebbero scaturire dall’approvazione del ddl Calderoli.
Ne abbiamo avuto prova anche durante question time di oggi in Commissione interrogando il Ministero delle Imprese e del made in Italy. Di fronte alla precisa domanda sugli intendimenti del Ministero in tema di sostegno all’innovazione nei settori produttivi – materia che con l’autonomia differenziata passerebbe in via esclusiva alle Regioni – è arrivata una risposta così anonima e inconcludente da destare molta preoccupazione.
Dalle parole del Ministero, infatti, apprendiamo che non si sta svolgendo alcuna attività preparatoria, neanche di natura ricognitiva sui potenziali effetti negativi che potrebbe causare l’autonomia differenziata sulle amministrazioni centrali.
Una riforma che – se approvata – renderebbe necessario il trasferimento di risorse umane ed economiche dai Ministeri alle Regioni e quindi una totale riorganizzazione dei ministeri stessi che saranno chiamati a far fronte alle stesse funzioni, ma con meno soldi e con meno personale.
Crediamo che se davvero una rivoluzione del genere rappresenta una priorità per il Governo, sia il caso di iniziare a preoccuparsi delle potenziali gravi conseguenze alle quali potrebbe portare.