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Mentre Stellantis annuncia la cassa integrazione a Mirafiori per l’intero mese di marzo, in questi giorni è stato diffuso un dato emblematico per quanto concerne l’automotive italiano: nel 2023 le auto elettriche vendute nel Belpaese sono state soltanto 66 mila, contro le 524 mila della Germania, le 298 mila della Francia e le 113 mila dell’Olanda.
L’ostinato contrasto del governo a questa tipologia di veicoli del impatta su tutta la filiera, che negli altri paesi si sta riconvertendo e da noi no. Meloni e Urso hanno fatto la voce grossa in sede europea, con la difesa a oltranza dei motori endotermici, ma è evidente che tutte le più grandi case automobilistiche del globo stiano andando in direzione opposta ai desiderata del governo italiano. Ed è chiaro che l’obiettivo di “un milione di auto prodotte in Italia” sventagliato da Meloni, con questo approccio, diventa una barzelletta.
A nostro giudizio l’ingresso dello Stato italiano in Stellantis non deve rimanere una semplice provocazione, visto che quello francese è ben presente nel board, però il problema sta a monte e riguarda l’intera filiera. O questo governo comprende che siamo dentro un processo di totale riconversione industriale del settore auto, oppure i dolori sono solo all’inizio.