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La Relazione sullo stato della green economy diffusa ieri parla chiaro e offre un quadro che non può più essere trascurato. Sono tanti i fronti su cui serve maggiore attenzione, impegno e programmazione.
Tra questi la tutela della biodiversità, che vede il nostro Paese alle prese con valori inferiori alla media dell’Unione europea, o le aree protette a terra dove l’Italia si inserisce al 19esimo posto nella Ue.
Altro fronte quello dell’energia rinnovabile dove si evidenziano ancora ritardi evidenti che sottolineano inoltre la distanza dai target da raggiungere.
Una fotografia che ancora una volta mette in luce la situazione nel nostro Paese e la scarsa attenzione di questo esecutivo su temi sempre più importanti.
Mentre l’emergenza climatica e la necessità di agire nella direzione della transizione ecologica ed energetica sono sotto gli occhi di tutti, vediamo una maggioranza che si gira dall’altra parte ignorando le opportunità di sviluppo e il bisogno di sostenere il Paese e i cittadini con azioni non più rinviabili.
Come sulle rinnovabili dove invece di andare verso questa direzione, il centrodestra insiste a man bassa sul fossile (vedi piano Mattei) e si perde in dibattiti lisergici e infruttuosi sul nucleare. A poco servono i continui annunci del ministro Fratin, che come al solito non trovano alcun riscontro nell’azione di un governo che su questo settore risulta inerme.
Così come ha dimostrato nell’ultima legge di Bilancio in cui emerge nettamente la distanza da questi temi. Invece di andare incontro alle prospettive di sviluppo e crescita economica, la politica ancora una volta sta lasciando indietro il nostro Paese opponendosi alla transizione ecologica e al futuro dei processi produttivi, lavorativi. Invece di essere lungimiranti stanno remando contro il futuro.