Aborto, mancano medici e servizi. Regioni agiscano

 

Il Parlamento Europeo ha riconosciuto la salute sessuale e riproduttiva tra i diritti umani. Le violazioni della salute sessuale e riproduttiva delle donne costituiscono una forma di violenza nei confronti delle donne e delle ragazze e ostacolano il progresso verso la parità di genere.

Ecco perché ora i Paesi UE dovranno garantire l’accesso a una gamma ampia di servizi di alta qualità, completi e accessibili nel campo della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti e a rimuovere tutte le barriere giuridiche, politiche, finanziarie e di altro tipo che impediscono il pieno accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti per tutte le persone. Anche per l’Italia è arrivato il momento di adeguarsi a quelle che sono le direttive europee in fatto di diritti alla salute sessuale e riproduttiva e superare le oggettive difficoltà all’accesso all’aborto. Mi rivolgo al Ministro Speranza e ai Presidenti di Regione in particolar modo a quelli del Piemonte, Umbria, Marche Abruzzo e ai candidati della regione Calabria. E’ giunto il momento di ripristinare i servizi alle donne sia nei consultori sia negli ospedali.

Le donne non sono di serie B ma hanno il diritto ad avere accesso ai servizi che tuteli la loro salute sessuale e riproduttiva in piena libertà. È questo il punto di partenza per guardare il futuro e continuare a lavorare tutti insieme per garantire il rispetto dei diritti delle donne