Aborto, allarme in Umbria: diritto messo in discussione da Lega retrograda

“La piena tutela del diritto delle donne all’autodeterminazione ed alla libera scelta in tema di interruzione volontaria della gravidanza è purtroppo, nuovamente, sotto attacco in Umbria. L’Umbria si appresta a divenire laboratorio delle destre più conservatrici e retrograde, che vorrebbero evitare a livello locale quanto più possibile l’applicazione della Legge 194, una legge frutto di tanti anni di battaglie e sacrifici delle donne. Noi donne non usiamo le pillole abortive come contracettivo, né lo facciamo per capriccio, tanto meno ‘a cuor leggero’ come, ahimè, sosteneva pochi giorni fa in quest’aula il leader della Lega. Le donne hanno diritto all’autodeterminazione e devono essere aiutate a poter scegliere liberamente, non di certo ostacolate, inserendo con furbizia, all’interno di quelle che chiamano “politiche a favore della natalità”, meccanismi volti a dirigere le donne verso una sola direzione; quella da loro voluta.
A fine novembre scorso le destre Umbre hanno presentato una proposta di legge regionale, attualmente ancora in fase di trattazione, per modificare il testo unico regionale in materia di sanità e servizi sociali. Tale proposta di legge è un insulto alle donne di questo paese.

Come sta accadendo per molte prestazioni del servizio sanitario regionale, ha concluso, “la Lega in Umbria punta ad esternalizzare i consultori verso strutture private, a fare accordi con assicurazioni private per le donne a casa, punta a coinvolgere solo le associazioni pro vita. la Lega prova ad imporre la sua ideologia che va contro le conquiste sociali finora conseguite dalle donne, riportando indietro nel tempo di oltre un secolo la loro condizione esistenziale, creando un precedente di mercificazione del loro corpo delle donne e la loro libertà di decidere”.